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Prende il nome dal suo inventore, Joseph H. Pilates, definito dal coreografo George Balanchine un “genio del corpo”. Era un bambino dalla salute cagionevole con una grande voglia di superare i suoi acciacchi, e così per tutta la vita si dedicò alla messa a punto e allo sviluppo di questo innovativo metodo che mira a toccare tutti gli aspetti della vita di una persona guidandola verso uno stato di totale benessere. Perché, secondo Pilates, il risveglio delle cellule muscolari dormienti può risvegliare anche le cellule dormienti del cervello, con il risultato che la forma fisica è il primo requisito per la felicità.tappettino_rullo Il segreto del metodo non sta negli esercizi ma nei suoi principi, a partire dalla respirazione, vero motore che nel Pilates guida ogni movimento, e dalla scoperta del proprio baricentro.
Quando si esegue un movimento è indispensabile essere presenti con il corpo e con la mente: per arrivare a stare bene è fondamentale prendere coscienza del proprio corpo e della complessità dei movimenti, perché solo allora si potranno porre le basi per il cambiamento che porta al benessere totale. Affinchè il corpo lavori senza impedimenti e in maniera flessibile, è molto importante che la muscolatura venga sviluppata in modo uniforme distribuendo gli esercizi uniformemente nel corso di ogni lezione. E poi, prima di attivare ogni muscolo è fondamentale concentrarsi su di esso, così che il movimento possa essere intenso e preciso e si evitino sforzi inutili. La fusione di concentrazione e conoscenza del proprio corpo conferisce al lavoro una dimensione meditativa. In questo modo, praticando Pilates non si dovrebbe assistere alle espressioni di dolore o di smorfia che si vedono solitamente nelle palestre, perché si concentra il lavoro dove è necessario e con la giusta quantità di energia. Le parti del corpo non interessate dal movimento che si sta svolgendo rimangono rilassate. Ogni movimento del metodo Pilates è paragonabile a un raggio laser: mirato e diretto.